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“Nel Privé”


di Membro VIP di Annunci69.it Angel1965
29.04.2025    |    522    |    0 6.0
"Azzurra mi accarezzava pigramente il sesso, già tornato duro sotto il suo tocco leggero..."
Prefazione

Non tutti conoscono i luoghi nascosti, quelli dove il tempo si ferma e ogni desiderio diventa legge.
Quella sera, varcando la soglia di un club segreto, io non ero più lo stesso uomo che era entrato.
Ad aspettarmi c’erano tre dee della lussuria: Laura, Flavia e Azzurra.
Bellissime. Spietate. Fameliche.
Non cercavano amore, non cercavano promesse. Solo una cosa: possedermi.
E quella notte, lo avrebbero fatto. Senza pietà. Senza limiti.



Racconto

Non sapevo cosa aspettarmi entrando nel privé, guidato solo da un’ombra di curiosità mista a brama.
Quando la porta si aprì, il respiro mi si bloccò.

Laura era seduta su un divano in pelle nera, gambe incrociate, uno sguardo affilato e sicuro. Il vestito corto abbracciava il suo corpo maturo, esplosivo. Accanto a lei, Flavia — giovane, provocante — mi osservava con occhi vivi, un body trasparente che accendeva ogni fibra di me. Poco distante, Azzurra, corpo slanciato e sguardo incantatore, indossava solo una giacca aperta, il seno nudo, le gambe nervose pronte a catturarmi.

«Ti aspettavamo,» sussurrò Laura, la voce un coltello di velluto.

Non ci furono formalità: Flavia mi trascinò a sé, schiacciando le sue labbra sulle mie. Il suo bacio era un incendio, mentre le sue mani si insinuavano sotto la mia camicia.
Azzurra arrivò subito dopo, le sue mani calde sulle mie spalle, mentre Laura, lenta, si alzava, accarezzando il proprio corpo con gesti lascivi.

Presto fui nudo davanti a loro, mani che scorrevano sulla mia pelle, bocche che si posavano ovunque.
Mi divorarono.
Mi usarono.
Mi strinsero fra le loro carni febbrili, mentre gemiti e respiri sporchi si fondevano nella stanza chiusa.

Mi prendevano a turno: Flavia cavalcava il mio corpo con movimenti sfrenati, Azzurra mi baciava mentre si masturbava accanto a me, Laura mi prendeva in bocca con la maestria di una dea del peccato.

Ero loro.

Senza fiato, senza controllo.

Quando venni, fu un’esplosione che ci travolse tutti, lasciandoci sudati, accaldati eppure ancora affamati.



Non era finita.

Laura sorrise diabolica, tirando fuori una scatola piena di toys, manette e lubrificanti.

«Ora si gioca sul serio,» disse, mentre mi metteva un collare di cuoio al collo, legato a una catena.

Flavia prese il suo posto tra le mie gambe, accarezzandomi con dita esperte, mentre Azzurra si chinava su di me, la bocca che mi inghiottiva, lenta e brutale.
Le loro mani lavoravano insieme: una mi succhiava, l’altra mi preparava dietro, infilandomi con dita lubrificate mentre ridevano, eccitate dall’effetto che avevano su di me.

Quando fui completamente alla loro mercé, Laura si voltò, offrendomi il suo culo perfetto.
Senza pietà la presi, spingendo a fondo, sentendo il suo gemito vibrarmi nelle ossa.

Flavia, inginocchiata sotto di noi, leccava il sesso di Laura mentre io affondavo, mentre Azzurra ci guardava toccandosi violentemente.
Cambiavamo posizioni come bestie, rincorrendoci l’un l’altro, in una danza oscena di carne, sudore e lussuria.

Quando Laura si infilò il dildo doppio e iniziò a penetrarmi con forza, alternando la sua penetrazione alle mie spinte dentro Flavia e Azzurra, persi ogni resistenza.
Eravamo puro istinto.
Pura ferocia erotica.



L’orgasmo finale fu distruttivo.

Vennimo tutti insieme, urla, morsi, corpi tremanti che si incastravano senza più confini.

Crollammo nudi sul pavimento, stretti in un unico, vizioso abbraccio.



Epilogo spinto

Quando aprii gli occhi, il sole filtrava appena dalla finestra socchiusa.
I nostri corpi erano ancora intrecciati: la pelle sudata, l’odore di sesso che saturava l’aria.

Flavia era rannicchiata contro di me, le cosce ancora umide.
Azzurra mi accarezzava pigramente il sesso, già tornato duro sotto il suo tocco leggero.
Laura, ancora più sfacciata, montò sopra di me senza nemmeno chiedere, affondando fino in fondo con un gemito selvaggio.

Mi usarono ancora, e ancora.

Non c’era spazio per la dolcezza: mi cavalcarono senza pietà, alternandosi, spremendomi fino all’ultima goccia, ridendomi addosso, insultandomi piano, eccitate dalla mia impotenza e dalla mia resa totale.

Mi prosciugarono fino a lasciarmi svuotato, tremante, completamente annientato sotto il loro dominio.

Quando finimmo, ridevano, nude, bagnate, sazie.

E io, consumato, sapevo solo una cosa:
non avrei mai dimenticato quella notte.

Mai.
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